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Nogami Yaeko

Hideyoshi e Rikyū

Il signore della guerra e il maestro del tè

Traduzione di Benedetta Torrani

In-Asia/Giappone
2020, pp. 400, 12,5x20,5cm

ISBN: 9788869680649
€ 18,00
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Sinossi

Una delle pagine più note, ma non per questo meno oscure, della storia del Giappone del periodo Sengoku viene magistralmente raccontata da Nogami Yaeko in questo libro, considerato il suo capolavoro.
Il romanzo esplora in tutte le sue sfumature il complesso rapporto tra il potentissimo signore della guerra Toyotomi Hideyoshi, uno dei tre grandi riunificatori del Giappone feudale, e il suo rispettato maestro del tè, nonché consigliere politico, Sen no Rikyū, il monaco zen che ha perfezionato il cha no yu, la cerimonia del tè.
Tra intrighi di corte, giochi politici, campagne belliche e raffinati rituali viene messo in scena il tragico scontro tra due personalità che incarnano ideali incompatibili; da una parte il culto dell’autorità, le sfrenate mire espansionistiche e il gusto per lo sfarzo, dall’altra la ricerca estetico/spirituale dell’essenzialità e della sobrietà condotta fino alle estreme conseguenze.
Nogami Yaeko analizza le dinamiche del potere e le controverse relazioni tra animi umani in un romanzo di rara forza e rigore che ha ispirato il film Rikyū di Hiroshi Teshigahara (1989).

Autore

Nogami Yaeko

Nogami Yaeko (1885-1985). Di famiglia benestante, a quindici anni si trasferisce a Tokyo per studiare presso la Meiji-Jyogakkō, una scuola femminile di stampo occidentale. Nel 1906 sposa Nogami Toyoichirō, discepolo del grande letterato Natsume Sōseki. Sotto la guida di quest’ultimo, Nogami inizia la carriera di scrittrice, approfondendo sempre più le letterature occidentali. Ai primi racconti e ai lavori di traduzione, segue nel 1922 il romanzo Kaijinmaru (Nettuno). Nel 1926 traduce in giapponese Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, da cui prende spunto per Machicko (1928), dove ripropone la vicenda ambientandola nell’era Taishō. Nel 1957 con Meiro (Il labirinto) vince il Yomiuri Literaly Prize. Nel 1963 esce Hideyoshi e Rikyũ, la sua opera più importante, insignita del Jyoriũ Bungakushō (Premio della letteratura femminile). Nel 1980 le viene attribuito il prestigioso Premio Asahi.