La grande pagoda tempio-insegna:
Kessel nella Cina degli anni cinquanta

Su «Alias» Luca Scarlini recensisce Hong Kong e Macao

Descrizione dell'evento

Joseph Kessel resta nelle lettere francesi soprattutto per Bella di giorno, strepitoso ritratto romanzesco di donna inquieta, uscito nel 1928 e riproposto di recente nel 2014 da efo, che ispirò l'omonimo film di Luis Buñuel del 1968. La sua vocazione fu però quella del viaggiatore, condivisa con il padre, un medico sempre in movimento. Per questo nacque a Entre Rios in Argentina, e passò l'infanzia a Orenburg in Russia: fin dalla giovinezza la dimensione del reporter gli fu quindi specialmente congeniale.
La casa editrice O barra O, specializzata in storie orienta· li, ha pubblicato nel 2016 La valle dei rubini, cronaca di una ricerca spasmodica tra la Birmania e la Cina, insieme all'amico Jean, mercante di preziosi, della favolosa collezione di gemme del bandito U Min Paw. Ora manda in libreria il notevole Hong Kong e Macao. Città degli estremi (nella vivace traduzione dì A Giarda, pp. 186, € 16,00), un libro nato da un lungo viaggio nelle due città-stato, tumultuosa mescolanza di Oriente e Occidente. Era il 1957 e la decolonizzazione dava a questi luoghi un risalto speciale. In quello stesso anno era infatti uscito il popolarissimo Il mondo di Suzie Wong di Richard Mason, che a lungo aveva dimorato a Hong Kong, un melodramma poi portato sullo schermo con ancor maggiore successo da Richard Quine nel 1960. Kessel segue invece le sue «guide indigene», il mercante Harry Ling, George, cinese appassionato della Francia. che svolge a Hong Kong il ruolo di capo del personale di France Presse. L'occhio dello scrittore è preciso nel cogliere i segni di una continua contraddizione, di cui diviene simbolo la smisurata pagoda – a metà tempio celebrativo, e allo stesso tempo insegna pubblicitaria –, eretta per ringraziamento del suo strepitoso successo, dall'erborista Aw Boon Haw, che aveva brevettato e diffuso nel mondo il balsamo di tigre. Lo scrittore ama soprattutto i luoghi oscuri delle popolatissime città, i doppi fondi, le case di piacere, i ritrovi dell'azzardo, di cui Macao è da sempre capitale, come racconta nel capitolo dedicato a L'inferno del gioco.
Però non siamo dalle parti del mito celebrato da Josef von Sternberg nel suo notevole Macao (1952): Kessel è sempre attento ai rapporti di forza economici, a capire le trame del potere che stanno dietro il paesaggio umano, spesso dolente con cui si incontra. Perciò il libro si inaugura con una precisa disamina dell'importanza del cmnmercio dell'oppio nelle strepitose ricchezza della Compagnia delle Indie, e nel capitolo sull'antica città portoghese, dove lo guida il sapiente Manoel, cinese e lusitano, l'elemento in evidenza riguarda il traffico dell' oro, di cui la città è il centro mondiale.
Il pregio maggiore del libro è appunto la continua presa di d istanza dalle consuete tentazioni dell'esotismo, per entrare. con n otevole forza narrativa, dentro le complesse trame di un mondo che fa di tutto per rimanere occulto, in simultanea presenza di incontri e scontri tra Oriente e Occidente.


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Volumi correlati
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Joseph Kessel
Città degli estremi
2018, pp. 186, 12,5x20,5 cm
ISBN: 9788869680489
€ 16,00 -25% € 12,00
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Joseph Kessel
2016, pp. ,
ISBN: 9788869680267
€ 16,00 -25% € 12,00