Shanghai e il console Ho, la Cina che salvò gli ebrei

Sul «Corriere della Sera» Marco Del Corona recensisce
Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich

Descrizione dell'evento

La voce si sparse tra gli ebrei di Vienna nell'estate del 1938, quando l'Austria era già stata incorporata nel Terzo Reich con l'Anschluss: il consolato cinese rilasciava visti grazie ai quali era possibile raggiungere Shanghai. In altre parole: salvarsi. Dietro la generosità della rappresentanza diplomatica della Repubblica di Cina non stava una scelta strategica del governo nazionalista di Chiang Kai-shek ma la decisione personale del console, Ho Feng Shan. Che, in contrasto con le indicazioni dei superiori, si mise a concedere visti, uscendo indenne anche da un'indagine disciplinare. Ho aveva agito deliberatamente per consentire agli ebrei austriaci e tedeschi, ormai sul ciglio della Shoah, di mettersi in salvo. Come scrive Nissim, aveva scelto «la difesa del carattere morale» della propria patria. Un «Giusto tra le nazioni», Ho, al quale la scorsa settimana Milano ha dedicato una piazzetta nella zona di via Palo Sarpi, tra le più antiche Chinatown d'Europa (che, peraltro, patì a sua volta l'applicazione delle leggi razziali fasciste).
L'epopea di speranza della metropoli cinese, pagina laterale ma significativa della tragedia della Shoah, è raccontata ora da Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich (O barra O) curato dalla storica Elisa Giunipero, direttore dell'Istituto Confucio dell'Università Cattolica di Milano, con testi di Li Tiangang, Agostino Giovagnoli, Gabriele Nissim e Sonja Mühlberger e la prefazione di Paolo Salom. Città cosmopolita, sede di concessioni straniere, «Parigi d'Oriente» per quanto in declino, Shanghai ospitava già una forte comunità occidentale, con una significativa presenza di famiglie ebree. Nel caos seguito all'invasione nipponica le particolari condizioni amministrative e logistiche consentirono di accogliere gli ebrei in fuga: oltre 18.000. Lì, non solo fra i cinesi ma persino fra i giapponesi alleati dei nazisti, l'antisemitismo non aveva presa.


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Volumi correlati
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Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich
2018, pp. 96, 12,5x20,5 cm
ISBN: 9788869680502
€ 14,00