Il sarto di Giripul

Su «Quaderni Asiatici» Marilia Albanese
recensisce il romanzo di Bulbul Sharma

Descrizione dell'evento

Il villaggio di Giripul alle pendici dell'Himalaya, sembra essersi impigliato nelle trame del tempo e in questo sperduto angolo d'India la vita scorre come faceva secoli prima, malgrado si sia ormai qualche anno dopo l'indipendenza. Lo sfondo delle umane vicende è la natura, le cui suggestive atmosfere vengono evocate dall'autrice con poche, sapienti pennellate di parole intrise di sentimento.
Ancora una volta Bulbul Sharma, nata a Delhi nel 1952 e autrice di Banana-flower, La vendetta della melanzana, Benedette zie e Garam Masala, regala una stona toccante e divertente al tempo stesso. Benché vi sia un protagonista principale, il sarto Janak, numerosi altri. personaggi si muovono attorno a lui in un caleidoscopio di emozioni sentimenti e reazioni, impersonando ciascuno un tipo umano e trasformando il romanzo in una vivissima e realistica rappresentazione teatrale.
Janak, il timido e discreto sarto per signora, ha un "vergognoso" segreto: è innamorato di sua moglie Rama e spera con tutto il cuore che nessuno al villaggio se ne accorga perché questo significherebbe il disonore. Nel mondo tradizionale contadino l'amore non c'entra con il matrimonio: sono solo i moderni uomini di città che si innamorano delle proprie spose.
Al cuore però non si comanda e Janak sogna a occhi aperti Rama, prendendo rispettosamente le misure delle clienti e non approfittandosi della situazione come invece fa la maggior parte dei sarti. Rama, che disdegna apertamente ogni timida manifestazione amorosa del marito, è invece segretamente rosa da una gelosia ingiustificata, fomentata dalla madre di lei, che incarna alla perfezione lo stereotipo della suocera indiana: solo che in questo caso non è la solita madre dello sposo visceralmente ostile alla nuora, ma la genitrice di lei, nemica acerrima del povero e mite genero.
Proprio perché mite e silenzioso, Janak induce suo malgrado le confidenze più intime delle sue clienti, tra cui la moglie del capo villaggio che gli confessa di aver sognato di decapitare il marito, il quale giunge pochi giorni dopo con una pezza di satin rosso per farsi confezionare una camicetta non destinata alla propria moglie.
Janak, convinto che il sogno sia una premonizione, s'imbarca nell'impresa difficilissima di prevenire l'omicidio, coinvolgendo l'amico Shankar. Ma il morto ci scappa comunque, anche se non è il capo villaggio bensì un forestiero che aveva osato fischiare e commentare l'avvenenza di Rama. Ucciso dentro la tenda di un mago impegnato sul palcoscenico a tagliare in due un volontario davanti agli spettatori costernati e tesissimi, il cadavere fa un lungo cammino finendo stravaccato sulla sedia del barbiere.
Il sarto teme di diventare l'indiziato numero uno, siccome moglie e suocera l'avevano costretto a proclamare che avrebbe ucciso il molestatore di Rama. Quindi cerca, con l'aiuto di altri singolari personaggi del villaggio – come Balu, il mendicante un tempo ricco - di scoprire il vero colpevole.
Dal canto loro Rama e la madre tentano di smascherare la supposta tresca amorosa del povero Janak e si recano dal santone Bengali Baba, un tempo impiegato nel Dipartimento per l'acqua e l'elettricità di Simla, ora guaritore e Cacciatore d'Ombre a tempo pieno. Assediato dalle donne in cerca di rimedi per ogni tipo d1 problema, pur considerandole "buone solo a generare figli e badare alla casa", è contento che Dio le abbia create, "altrimenti da dove sarebbero venuti tutti i suoi guadagni?". Bengali Baba non si illude certo di essere un sadhu, un asceta: ha moglie e figli, gli piacciono le comodità della vita, e quando qualcuno dei suoi interventi funziona, è il primo a stupirsi. Invece riconosce di avere ricevuto il dono di allontanare le presenze malefiche ed è perfettamente conscio del suo potere di Cacciatore d'Ombre.
Come in una sorta di racconto cornice - ma del resto e stato proprio in India che questo genere letterario ha visto la nascita -, nel divertente giallo si inseriscono storie di altri personaggi che offrono lo spunto per descrivere la realtà quotidiana nel mondo rurale. Ed è attraverso la narrazione che l'autrice stigmatizza i lati negativi della società tradizionale, la discriminazione verso le donne e soprattutto la violenza contro i diversi, come il ragazzino albino picchiato ed emarginato, la cui nascita apre il romanzo. Nessuna denuncia diretta, solo la partecipe e commossa descrizione di una storia, stemperandone la crudezza con una punta di ironia: del resto Bulbul Sharma, oltre ad essere scrittrice e pittrice, è impegnata nel sociale e insegna arte ai bambini poveri e disabili nell'Help Art, il centro ricreativo da lei fondato.
I suoi romanzi combinano la semplicità delle trame, narrate con una prosa essenziale, all'intensità dei messaggi impliciti, in una celebrazione schietta e toccante della vita della gente comune e dei piccoli e grandi sentimenti del quotidiano.


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Volumi correlati
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Bulbul Sharma
2014, pp. 288, 12,5X20,5cm
ISBN: 9788897332732
€ 16,00