L'incanto della Città Proibita

Su Leggere:tutti di settembre Davide Mazzocco
recensisce René Leys di Victor Segalen

Descrizione dell'evento

O barra O è una casa editrice che - sin dalla scelta del proprio nome - costruisce ponti fra l'Occidente e l'Oriente, un impegno lodevole specialmente in questi tempi di muri e recinti. Quello eretto da Vietar Segalen con il romanzo apparentemente biografico René Leys. L'incanto della città proibita più che a una durevole costruzione in pietra assomiglia a un lungo e fluttuante ponte tibetano. Caratterizzato, come sottolinea Alessandro Giarda nell'introduzione, da una "calviniana leggerezza", il romanzo di Segalen ci porta nella Pechino del 1911, durante gli ultimi giorni della dinastia Qing. Siamo alla vigilia della Rivoluzione che porrà fine a un impero con duemila anni di storia. Qui il giovanissimo professore René Leys sembra essere il testimone di quanto avviene fra le insormontabili mura della Città Proibita. Confidente del defunto Imperatore Guangxu, amico dell'attuale Reggente, agente della polizia segreta e amante dell'Imperatrice vedova questo intraprendente professore è un seduttore o soltanto un millantatore e un mistificatore? Con una scrittura raffinata e ironica Segalen oscilla crea un caleidoscopico mix di generi (romanzo autobiografico, storico e poliziesco) che oscilla fra due mondi (Occidente e Oriente) e fra due dimensioni (il Reale e l'Immaginario). Scritto nel 1916 e pubblicato postumo nel 1922, questo romanzo "registra lo scacco del pensiero razionale occidentale" e offre al lettore il disorientamento di una narrazione priva di sicurezze, antinaturalista e, per questo, molto novecentesca.

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Victor Segalen
L'incanto della Città Proibita
2016, pp. 212, 12,5x20,5 cm
ISBN: 9788869680298
€ 15,00