L'imperatrice vedova e le 99 fate dei fiori

Su «Il Sole 24 ore», l'articolo di Giancarlo Calza
sui Destini dei fiori nello specchio di Li Ruzhen

Descrizione dell'evento

Sogno di molti letterati Cinesi per oltre duemila anni era di ottenere una posizione ufficiale tra i funzionari dell'impero formati attraverso lo studio dei classici e dei valori umani, individuali e sociali, in essi contenuti. Fu un modo, sviluppatosi nell'arco di un paio di millenni, per garantirsi un'esistenza di studio e ricerca senza eccessive preoccupazioni per il vivere ed era realizzabile attraverso i formidabili esami imperiali di accesso e progressione. Teoricamente aperti a tutti, questi "concorsi", come li chiameremo noi, con i loro anni di preparazione e gli spostamenti, producevano costi sostenibili di fatto solo da candidati di famiglie abbienti e socialmente e culturalmente introdotte nel sistema.
La storia della Cina è ricca di esempi di grandi talenti che abbandonarono questa conquista. A volte delusi nelle proprie aspirazioni essi si isolavano in romitaggi o prendevano a vagabondare per il Paese. E così, non riuscendo a raggiungere la libertà che ritenevano la carica burocratica avrebbe potuto loro garantire, finivano per ricercarla entro se stessi. Alcuni degli esempi più fu1gidi del pensiero, della poesia e dell'arte del Regno di Mezzo emersero da vicende di questo tipo.
Li Ruzhen (1763 ca.-1830) è un po' un caso simile. Nato in una famiglia di funzionari In quello che oggi è il distretto Daxin di Pechino non riuscì mai a superare il livello iniziale di "talento fiorito" e rimase perciò relegato a funzioni subalterne in diverse province. Proprio da questa condizione apparentemente umiliante egli seppe trarre la propria fortuna perché indirizzò le sue energie migliori alla letteratura e creò uno dei grandi romanzi degli ultimi secoli, Destini dei fiori nello specchio. È grazie all'impegno filologico e storicistico di Donatella Guida, studiosa dell'Orientale di Napoli, la più antica scuola europea di studi cinesi, se oggi abbiamo (e per abbiamo si intende non solo l'Italia, ma il mondo occidentale) una traduzione accuratamente annotata di questo testo importante. La Guida ha operato una selezione e tradotto e curato i primi quaranta dei cento capitoli dell'intera opera che ci si augura possano quanto prima essere seguiti dai restanti.
Il romanzo è ambientato nell'epoca della dinastia Tang (618-907) ed è un'intensa avventura tra mito e realtà storico-sociale, una concatenazione di fatti e sorprese fantastici. La creatività e l'enorme sapere dell'autore vi si fondono a formare un affascinante vortice di fantasmagorie per cui il romanzo viene a rappresentare, come sottolinea la curatrice, «Il risultato di un complesso gioco letterario, che l'autore costruisce più come divertissement per sé e per i suoi amici che allo scopo o nella speranza di acquistare una vasta fama attraverso la sua pubblicazione. Si tratta di una sorta di scherzosa gara che Li sembra ingaggiare con il lettore, sfidandolo a cogliere i numerosi livelli di lettura, gli infiniti riferimenti, le citazioni classiche, i rimandi filologici abilmente inseriti nel tessuto narrativo del romanzo».
L'opera ha un dichiarato valore edificante tra principi confuciani e neoconfuciani, regole buddiste e aspirazioni taoiste che s'intrecciano manifestando però a volte una sottile vena umoristica nei confronti delle convenzioni sociali e religiose e dei loro obblighi. Li scriveva ai primi decenni dell'Ottocento quando la dinastia mancese dei Qing al potere (1644-1911) aveva iniziato il suo lento, ma ineluttabile declino. La complessa trama della narrazione si sviluppa anch'essa in un momento di crisi dinastica e scaturisce da un duplice delitto di turbativa dell'armonia universale per una concatenazione di eccessi di potere che dalla Terra si ripercuotono fino al Cielo.
La temibile imperatrice vedova Wu Zetian (624-705) personaggio storico che, dopo aver eliminato in più occasioni diversi pretendenti tra cui anche figli suoi, arrivò a fondare una propria dinastia, Zhou (690-705). L'autore le attribuisce l'ordine di comandare alle piante dei propri giardini innevati di fiorire in pieno inverno. Così al delitto religioso-sociale dell'usurpazione del ruolo di Figlio del Cielo, con sovvertimento della tradizione - fu l'unica donna mai ascesa come imperatore al trono del drago - Li sottolinea quello della blasfemia del pretendere dalla natura una fioritura fuori stagione per il proprio capriccio. Questa fioritura avrà per conseguenza di far condannare dalle massime autorità celesti le novantanove Fate dei Fiori e la loro signora, Fata dei Cento Fiori, immortali, a una incarnazione sulla Terra per espiare la grave mancanza di aver seguito tale capriccio.
La parte principale di Destini dei fiori nello specchio è dedicata al "viaggio in Oriente" che l'autore fa compiere al protagonista, Tang Ao, brillante vincitore degli esami di ultimo livello. Per sospetto lealismo verso la dinastia deposta egli è ingiustamente privato della posizione, e così, vedendo l'inutilità della carriera amministrativa, decide di abbandonarla e di cercare l'immortalità attraverso una dura disciplina di vita. Scopo ultimo è d i raggiungere l'Isola del Piccolo Penglai che si trova oltre l'oceano orientale e da cui si entra nell'universo degli immortali. Potrà sperare di riuscire solo con un viaggio attraverso paesi sconosciuti e dai fantastici abitanti ricercando dodici delle Fate che vi si sono incarnate e che non conosce che rischiano di non tornare più nel Regno di Mezzo. Ma dovrà riuscire a portare il bene ovunque venga a trovarsi anche nei paesi più bizzarri. Parte così coi suoi sodali: il cognato Lin Zhiyang commerciante con l'estero e armatore e l'esperto nostromo e medico Duo Jugong.
È più che evidente il riferimento al viaggio del monaco Xuan Zang per cercare testi sacri In India descritto nel fantastico Viaggio a Occidente di Wu Cheng'en del 1592, ma orientato in direzione opposta e alla ricerca dell'immortalità del taoismo piuttosto che dei testi sacri del buddhismo. Dopo infinite avventure e conoscenza il volume termina con la scomparsa di Tang nelle foreste montane del Piccolo Penglai con un messaggio lasciato per i compagni sulla stele d'accesso circa l'Immortalità raggiunta: veritiero o depistante?

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Li Ruzhen
Romanzo cinese del XIX secolo
2016, pp. 544, 12,5x20,5
ISBN: 9788869680014
€ 19,50