"Ludocrazia", sedotti e spremuti. Tecnologia e neuroscienze alleate per creare dipendenza

L'articolo di Umberto Folena sull'"Avvenire"

Descrizione dell'evento

L'azzardo è una creatura mostruosa. È fatta di tecnologia e addiction ("dipendenza" è una traduzione approssimativa), sa di economia e psicologia, finanza e ingegneria. Da quale parte cercare dì afferrarlo? La scelta di Marco Dotti e Marcello Esposito, docenti alle Università di Pavia e Castellanza, è di smontare la "bestia" in 59 voci, affidandole a 27 collaboratori. Ludocrazia. Un lessico dell'azzardo di massa (O barra O edizioni,318 pagine, 16 euro). Si parte dalla A di addiction e si termina con la V di Vtl. passando per Banco e Las Vegas, Libertà e Racket. C'è proprio tutto, anche se i pignoli troveranno sicuramente qualcosa che manca.
Ma che cos'è I'azzardo per gli autori del libro? Marco Dotti, nella sua fulminante lntroduzione, muove dalla contestazione irridente di fronte alla quale ci troviamo spesso: il gioco d 'azzardo è sempre esistito, c'è da millenni ed è da poveri illusi volerlo estirpare. Chi parla così, per furbizia o dabbenaggine, dimentica che cosa sia diventato negli ultimi 25 anni l'azzardo di massa: una logica predatoria - scrive Dotti - muove questa industria tramite una scienza applicata che mescola abilmente frammenti dei saperi più disparati. dalle neuroscienze al bio-marketing, dalle scienze informatiche al comportamentismo». Oggi è quello che mai era stato, un'industria. Con tutte le fatali conseguenze. Dovendo realizzare profitti sempre più alti e rapidi, si affida al suo mezzo più efficace nel creare quella che lei chiama fidelizzazione ma altro non è che dipendenza: le "macchinette", le slot, le Vtl,«le protesi più efficaci del sistema azzardo», capaci di produrre ben più del 50 per cento dell'intero fatturato. "Di massa": questo, da fenomeno circoscritto che era, è diventato l'azzardo nell'ultimo quarto di secolo. Dotti sintetizza così: «Oggi, quando si parla di azzardo, si dovrebbe parlare nello specifico di azzardo di massa tecnologicamente e post-industrialmente diffuso, mediato dalla tecnologia e orientato al controllo integrale del soggetto, non solo delle sue pulsioni».
Questo è il nuovo azzardo che nulla ha da spartire con quello di millenni fa. ma anche soltanto 25 anni fa. Controlla l'intero individuo, anima mente corpo, immergendolo in un flusso (flow) ininterrotto così descritto da Dotti:«Il flow è la dimensione della vertigine, dell'estasi. dell'estraniamento. Si tratta della precondizione della piacevolezza, ovvero di quello stadio mentale che gli sportivi e gli agonisti chiamano mindfullness, che assorbe l'uomo nel gioco». Si tratta della «completa presenza della mente nel corpo, una compresenza che genera benessere». Nell'azzardo di massa. ossia nel gambling evoluto, mindfulllness da fattore generativo diviene potente fattore degenerativo: «il corpo scompare, l'altro scompare. Scompare il mondo.Scompare anche il gioco.Scompare persino l'azzardo». Resta la corruzione. Un individuo così controllato è il giocatore d'azzardo perfetto. È il consumatore perfetto, docile di fronte a ogni lusinga dell'advertising. Ed è anche l'elettore perfetto perché non vota affatto.


Qui la pagina dell'Avvenire, con un approfondimento sull'accordo tra Intralot e la Federcalcio

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Un lessico dell'azzardo di massa
2016, pp. ,
ISBN: 9788869680281
€ 16,00