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a cura di Elisa Giunchi
Società civile e democrazia in Medio Oriente e Asia Saggio
Quando, nei primi mesi del 2011, sono scoppiate in Nord Africa imponenti proteste antigovernative, il concetto di società civile è tornato in auge.
2011, pp. 272, € 15,00 (12,5x20,5cm) ISBN 978-88-97332-10-7
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Si è rafforzato nell’immaginario collettivo il nesso causale tra società civile e processi di democratizzazione, un topos della letteratura politologica degli ultimi decenni. Per “società civile” si intendono qui tutte le forme associative spontanee, esterne all’apparato statale, con strutture decisionali indipendenti: sindacati, associazioni professionali e di mutuo soccorso, gruppi di pressione, ONG, organizzazioni religiose e di villaggio. Ma è proprio vero che la società civile può contribuire alla risoluzione della conflittualità tra gli Stati e all’interno degli Stati? Il libro affronta, con grande ampiezza di vedute e sulla base delle diverse competenze disciplinari degli autori, un argomento molto attuale e spesso trascurato: il ruolo che la società civile sostiene nei processi di ricostruzione post-conflitto (Afghanistan, Tagikistan), nella composizione di dissidi intra-regionali (Caucaso, Coree, Palestina e Israele) e nell’apertura del sistema politico in senso democratico (Cina, Turchia, Iran, Malaysia).
A cura di Elisa Giunchi, il volume sviluppa gli interventi del seminario “Il ruolo delle società civili asiatiche nei processi di ricostruzione” tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano nel febbraio 2011, prima tappa di un più vasto progetto patrocinato da Afgana e Intersos. I contributi sono di Giuliano Battiston, Filippo De Danieli, Aldo Ferrari, Antonio Fiori, Elisa Giunchi, Fabio Indeo, Arturo Marzano, Francesco Montessoro, Claudia Padovani, Valentina Rita Scotti, Anna Vanzan, Bernardo Venturi. |