| Lo Sguardo Oscillante |
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L’autore, figura lontana dall’accademia benché di formazione prettamente filosofica, si interroga sul vedere in quanto attività appercettiva indagandolo da un particolare luogo di osservazione che considera il fattore assenza. ‘Vista’ e ‘vedere’ non sono sinonimi, ma entrambi soffrono di un eccesso di presenza e prensilità. Per disegnare le possibilità di una risposta alla domanda apparentemente oziosa “che cosa vediamo quando vedia-mo?” non esita a introdurre l’attitudine filosofica in mondi estranei, costruendo un itine-rario privo di paragoni: dall’esame dei fondamenti teoretici di Astratta Commedia, pièce di Paolo Ferrari recentemente portata in scena, dall’impostazione del rapporto tra pensa-re come gesto anche artistico e produzione industriale, alla storia di uno sguardo in cui è impresso il marchio del logos e che ancora non ha imparato a perdere, sebbene già le vetrate delle cattedrali gotiche preannuncino la possibilità di un venir meno dell’oggetto visivo, a Rembrandt quale occhio pensante che coglie la persona in un oscillare privo dell’anima intesa come sostanza. L’ AUTORE Luciano Eletti (Milano, 1957) ha pubblicato la monografia Il problema della persona in Antonio Banfi (Firenze 1985) e curato il primo volume delle OpereSeminari del Centro nel tentativo di individuare e sperimentare una a-persona. Il gesto come forma di un pensiero agente per sottrazione di sé si colloca ora al centro dell’indagine; si intrecciano ad esso i temi dell’inizio e del finire, del nulla che origina e antecede l’azione, i quali sottendono lo sguardo oscillante ed il suo stupore. edite dall’Istituto Banfi (Reggio Emilia 1986). Accoppia l’attività filosofica con quella imprenditoriale nell’industria grafica, crinale impervio ma libero e fertile per contaminazione. Fa parte dal 1990 dell’équipe di ricerca del Centro Studi Assenza con la quale ha collaborato a diverse pubblicazioni. Oltre a individuare i contatti con l’area filosofico-scientifica, ponendo in luce l’emergere del fattore assenza nei testi classici e spingendo il linguaggio filosofico ad esprimersi su tale margine, disegna la possibile relazione tra i piani dell’a-sistema in-Assenza ed i luoghi della pragmatica quotidiana, scarsamente illuminati dall’atto teorico noto. Partecipa dal 1997 ai Per O barra O edizioni studia il progetto di attivazione del pensare come Altro del pensiero sia occidentale sia orientale, come ponte dematerializzato del rapporto, altrimenti problematico, tra logos e tao, questione fondamentale di ogni futura filosofia della cultura. |





