30 | 07 | 2010
Lo Sguardo Oscillante Stampa E-mail
sguardo oscillante

Luciano Eletti

LO SGUARDO OSCILLANTE.
Oltre l'occhio fotografico


Uno sguardo capace di stupore, della sottrazione di sé, scopre sé stesso oltre l'occhio fotografico dell'Occidente, legge le vetrate delle cattedrali gotiche, coglie l'atto pittorico di Rembrandt: il vedere come gesto.

2003, pp. 64, € 5,20 (10.3x16.9 cm)
ISBN 88-87510-13-X

L’autore, figura lontana dall’accademia benché di formazione prettamente filosofica, si interroga sul vedere in quanto attività appercettiva indagandolo da un particolare luogo di osservazione che considera il fattore assenza. ‘Vista’ e ‘vedere’ non sono sinonimi, ma entrambi soffrono di un eccesso di presenza e prensilità. Per disegnare le possibilità di una risposta alla domanda apparentemente oziosa “che cosa vediamo quando vedia-mo?” non esita a introdurre l’attitudine filosofica in mondi estranei, costruendo un itine-rario privo di paragoni: dall’esame dei fondamenti teoretici di Astratta Commedia, pièce di Paolo Ferrari recentemente portata in scena, dall’impostazione del rapporto tra pensa-re come gesto anche artistico e produzione industriale, alla storia di uno sguardo in cui è impresso il marchio del logos e che ancora non ha imparato a perdere, sebbene già le vetrate delle cattedrali gotiche preannuncino la possibilità di un venir meno dell’oggetto visivo, a Rembrandt quale occhio pensante che coglie la persona in un oscillare privo dell’anima intesa come sostanza.
Il libro si rivolge per principio alla totalità dei lettori in quanto possessori di vista e con-sente l’avvio da una qualsiasi delle tappe toccate. Esige però l’accettazione del rischio che il mondo si stacchi dall’immagine abituale. Il fine infatti non è l’analisi estetica: at-traverso vie inesplorate l’A. mira alla costituzione di un vedere che sappia finire, che si nutra di scarti, differenze e salti di piani in modo che lo sguardo inizi ad oscillare apren-do nuovi panorami agli occhi della specie umana.

L’ AUTORE

Luciano Eletti (Milano, 1957) ha pubblicato la monografia Il problema della persona in Antonio Banfi (Firenze 1985) e curato il primo volume delle OpereSeminari del Centro nel tentativo di individuare e sperimentare una a-persona. Il gesto come forma di un pensiero agente per sottrazione di sé si colloca ora al centro dell’indagine; si intrecciano ad esso i temi dell’inizio e del finire, del nulla che origina e antecede l’azione, i quali sottendono lo sguardo oscillante ed il suo stupore.

edite dall’Istituto Banfi (Reggio Emilia 1986). Accoppia l’attività filosofica con quella imprenditoriale nell’industria grafica, crinale impervio ma libero e fertile per contaminazione. Fa parte dal 1990 dell’équipe di ricerca del Centro Studi Assenza con la quale ha collaborato a diverse pubblicazioni. Oltre a individuare i contatti con l’area filosofico-scientifica, ponendo in luce l’emergere del fattore assenza nei testi classici e spingendo il linguaggio filosofico ad esprimersi su tale margine, disegna la possibile relazione tra i piani dell’a-sistema in-Assenza ed i luoghi della pragmatica quotidiana, scarsamente illuminati dall’atto teorico noto. Partecipa dal 1997 ai

Per O barra O edizioni studia il progetto di attivazione del pensare come Altro del pensiero sia occidentale sia orientale, come ponte dematerializzato del rapporto, altrimenti problematico, tra logos e tao, questione fondamentale di ogni futura filosofia della cultura.

 
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Ultimo aggiornamento:
Venerdì 28 Maggio 2010, ore 20:26