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Kim Tong-ni
La Sciamana di Chatsil
Lo sciamanesimo è ancora fortemente radicato nella Corea del XX secolo. Attraverso le vicende di Eul-Hwa, il romanzo trascina nell'atmosfera delle cerimonie e dei riti sciamanici, e mostra il drammatico contrasto fra tradizione e modernità.
Traduzione dal coreano di I. Jung e P. Varani
2006, pp.181, € 13,0 (20,5x12,5cm) ISBN 88-87510-29-6
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Il lettore viene immerso nell’universo sconosciuto dello sciamanismo ancora fortemente radicato in Corea. Il romanzo narra le vicende di Eul-hwa, sciamana in un villaggio della Corea, dipinge le sue pratiche cerimoniali, i riti sciamanici, il suo incontro- scontro con il figlio che, mandato in tenera eta in un tempio buddista, torna a casa convertito al cristianesimo. Il contrasto fra mondo della tradizione e apertura a nuove forme di pensiero e credo di provenienza occidentale emerge in tutta la sua potenza. Adattato per lo schermo nel 1982, il libro fu candidato al Premio Nobel nel 1978.
L’ AUTORE Kim Tong-ni (1913-1995) esordisce come letterato nel 1934, durante l’occupazione giapponese. Insegna Scrittura Creativa all’Università Chungan, ricopre le cariche di Presidente dell’Associazione Coreana di Letteratura e dell’Accademia Coreana delle Arti. Numerosi i premi letterari a lui assegnati. Testimone della recente tragica storia del suo paese (l’occupazione giapponese e la guerra fra Nord e Sud), è il riferimento per un’intera generazione di scrittori che concepiscono la letteratura come portatrice dei valori della tradizione, ma aperta al confronto con la modernità. |