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Il maggiore cineasta e scrittore cambogiano contemporaneo ospite del Festivaletteratura di Mantova 2008 Regista di cine-documentari pluripremiati in ogni parte del mondo e scrittore, Rithy Panh è figura di riferimento della scena culturale cambogiana. Esponente della generazione che ha vissuto gli orrori delle deportazioni e dei campi di sterminio dei khmer rossi, da anni è impegnato in una difficile e dolorosa opera di scavo e ricostruzione della memoria storica del suo paese al fine di porre le basi per un futuro comune senza ombre. “Vedo uno stretto legame tra l’assenza di lavoro sulla memoria, il deficit di democrazia, la mancanza di uno stato di diritto e anche il sottosviluppo” afferma.
Rithy Panh è stato ospite della XII edizione del Festivaletteratura di Mantova sabato 6 settembre, ore 16.30, allo spazio Teatreno, per presentare il suo ultimo libro La carta non può avvolgere la brace, fine testimonianza del mondo della prostituzione femminile in Cambogia, e l’omonimo film-documentario nato in parallelo e contemporaneamente al libro. La carta non può avvolgere la brace, scritto in collaborazione con Louise Lorentz, descrive con lo stile antiretorico proprio dell’autore l’esistenza quotidiana di un gruppo di giovani prostitute in un edificio fatiscente nel cuore di Phnom Penh. Figlie della miseria e dell’ingiustizia sociale che il regime di Pol Pot ha lasciato dietro di sé, queste ragazze hanno venduto la loro verginità alla capitale per nutrire la famiglia. Spesso tossicodipendenti e malate di AIDS, lottano con coraggio per la vita, vittime di una tragedia anonima alle quali Rithy Panh restituisce senza alcuna commiserazione dignità e identità.
Rithy Panh porta al Festivaletteratura la sua poetica, un senso etico non comune, la voce diretta di un paese che, dopo decenni di guerra, sta progettando il suo futuro.
BIOGRAFIA
Rithy Panh nasce a Phnom Penh. Nel 1975, dopo aver perso gran parte della famiglia sotto il regime di Pol Pot, viene internato dai Khmer rossi in un campo di rieducazione dal quale riesce a fuggire quattro anni dopo, rifugiandosi in Tailandia. Nel 1980 si reca a Parigi dove completa gli studi alla Scuola Nazionale di Cinema. Vive tra la Francia e la Cambogia, dove ha fondato il Centro Risorse Audiovisive Bophana, con l’intento di raccogliere e preservare il patrimonio audiovisivo storico e culturale cambogiano, per ricostruire la memoria collettiva del paese e trasmetterla alle nuove generazioni.
Regista di numerosi film e documentari di rilievo, ha ricevuto con il film La terre des âmes errantes quindici premi. Il suo libro sul genocidio S-21 La macchina di morte dei Khmer rossi, nato a partire dal film omonimo, è stato pubblicato nel 2004 da O barra O. |