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22 | 05 | 2012
giordana e gli afghani, protagonisti invisibili Stampa E-mail

Eric Salerno, Il Messaggero, 12 luglio 2010

Perché siamo in Afghanistan? Una domanda che suscita polemiche tra i nostri politici, negli ambienti militari e in quelli pacifisti, e che trova ospitalità puntualmente ogni qualvolta le notizie che rimbalzano da quel paese parlano di italiani morti o feriti o arrestati o presi in ostaggio. Se ci limitiamo a guardare i pochi servizi televisivi o reportage sui quotidiani, i protagonisti di quel conflitto non sono gli abitanti di quel paese straordinario incastonato tra Occidente e Oriente; non sono gli uomini e le donne che riuscirono, nei secoli, a sbarazzarsi delle mire espansionistiche di conquistatori come Alessandro il Grande o dei dirigenti dell'impero sovietico.

 

 

Emanuele Giordana, uno dei pochi giornalisti italiani ad aver conosciuto quella regione decine di anni prima  dell'attuale scontro e di quello che portò alla miserabile sconfitta dell'Armata rossa, ci offre uno strumento agile per capire non tanto il conflitto in atto, quanto i suoi "protagonisti".

"Noi e l'Afghanistan" e "L'Afghanistan e noi" sono le parti specchianti del suo accattivante diario da Kabul. Giordana racconta ciò che non troviamo sui giornali o in tivù. Scetticismo e cinismo si incontrano quando descrive l'expat: il corrispondente di guerra o l'operatore di una Ong (non mancano le critiche a Emergency), il diplomatico talvolta alle prime armi e carico d'incerto entusiasmo e degli intrighi del suo mondo. Storie in parte pubblicate a caldo, sul blog dell'autore ancora in viaggio.

Quando il buio imponeva cautela e il blocco degli spostamenti, l'inviato appuntava perplessità e piccole certezze colte in un mare di ambiguità. Come quando ci spiega come muoiono gli afghani, come soffrono gli afghani, come la società civile è debole; e dall'altra parte le barricate, come in ogni guerra di questo tipo, c'è chi si arricchisce magari importando l'acqua minerale.

"Questo conflitto è assai più complesso delle semplificazioni che adoperiamo per raccontarlo, dei tabù che ci guidano la penna": la sintesi obbligata del giornalista, si lamenta Giordana, gli "va stretta". Ma con poche pagine a disposizione è riuscito a fornire al lettore un panoramo umano e comprensibile di Noi, in Afghanistan. E degli Afghani, spesso tra i "protagonisti invisibili" della loro stessa vita.

 
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Ultimo aggiornamento:
Venerdì 18 Maggio 2012, ore 15:22