
| Dominique EddéIl Crimine di Jean Genet saggio
Un lavoro appassionante sulla vita e sull'opera del ribelle scrittore francese. A metà tra saggio critico e autobiografia, il libro della Eddé si muove sul filo del ricordo. Traduzione dal francese di Giulia Masperi 2009, pp.120, € 11,00 (12,5x20,5 cm) ISBN 978-88-87510-53-9 |
A metà tra saggio critico e autobiografia, il libro della Eddé si muove sul filo del ricordo. Dai primi incontri diretti con Genet, negli anni Settanta, al tentativo di comprendere che cosa lo spingesse sempre, in ogni occasione, a porsi «dalla parte sbagliata delle barricate», contro se non addirittura oltre la legge. Una precisa mancanza, osserva la Eddé, ha attraversato la vita e tutta l'opera di Jean Genet: la manzanza di un padre. Figlio di una serva e abbandonato in giovane età, Jean Genet sembra non aver coltivato altra intenzione che quella di un continuo parricidio e di una rivolta senza meta. Si spiegherebbero così le sue radicali ma attualissime prese di posizione politica, l'appoggio alla Rote Armee Fraktionen tedesca, quello ai fedayin palestinesi, fino alle suggestioni nei confronti dell'islam e all'amore per il mondo musulmano. Grazie a uno stile preciso, la storia di Jean Genet si trasfigura a poco a poco in una sorta di mosaico collettivo, di affresco totale, nel romanzo di formazione di una intera generazione uscita dai tumultuosi anni Settanta. L’ AUTRICE Dominique Eddé, scrittrice libanese di lingua francese, pubblicata da Gallimard e Seuil, è anche la traduttrice in Francia di alcuni libri di Edward Said. Ha conosciuto negli anni Settanta Jean Genet. Costruisce qui un doppio ritratto dell’uomo e dell’opera, chiarendone i rapporti con Francia e Palestina, giudaesimo, cristianesimo, islam, con il teatro e infine con la morte. |