
| Rithy Panh e Louise LorentzLa carta non può avvolgere la braceAl centro di Phnom Penh c’è una costruzione bianca che sembra un vascello sbattuto dal vento, dove decine di giovani prostitute affrontano un quotidiano che non sembra neppure più vita. Traduzione dal francese di Giusi Valent 2008, pp.232, € 22,00 (12,5x20,5 cm) ISBN 88-87510-44-7 |
Arrivate dalla campagna, hanno venduto alla capitale la loro verginità lavorando per nutrire la famiglia. Stordite dalla droga, resistono alla perdita d’identità e di riferimenti. È possibile credere in un avvenire migliore? Ascoltando come testimone le loro storie e le loro speranze senza mai cadere nella commiserazione, Rithy Panh registra i frammenti di un dramma che coinvolge circa trentamila donne cambogiane costrette a vendere il proprio corpo per sfuggire alla miseria. Rithy Pahn dona loro un nome, un volto, e infine la parola. L'AUTORE Rithy Panh nasce a Phnom Penh. Nel 1975, dopo aver perso gran parte della famiglia sotto il regime di Pol Pot, viene internato dai Khmer rossi in un campo di rieducazione dal quale riesce a fuggire quattro anni dopo, rifugiandosi in Tailandia. Nel 1980 si reca a Parigi dove completa gli studi alla Scuola Nazionale di Cinema. Vive tra la Francia e la Cambogia. È regista di numerosi film e documentari di rilievo. Il suo film La terre des âmes errantes ha ricevuto quindici premi. Il suo libro sul genocidio S-21 La macchina di morte dei Khmer rossi, nato a partire dal film omonimo, è stato pubblicato da O barra O.
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