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30 | 07 | 2010
Bhutan, la “rivoluzione” ha il colore rosa, La Voce di Mantova Stampa E-mail

Di Emanuele Salvato

Digiti Kunzang Choden su qualsiasi motore di ricerca della Rete e immancabilmente, fra le altre informazioni, salta fuori che è stata la prima donna del Bhutan ad aver scritto e pubblicato un romanzo in lingua inglese uscito dai ristretti confini del piccolo paese incastrato fra Cina e India.

Poi parli con la scrittrice - a Mantova per il Festivaletteratura nell’ambito del quale oggi alle 14.30 in Santa Maria della Vittoria incontrerà il pubblico e ospite ieri della nostra redazione - e scopri che in poche parole estrapolate da Internet, ma anche da altre fonti, è racchiusa una quantità considerevole di inesattezze. «Non c’entra il sesso - ci ha spiegato durante l’intervista concessa al nostro giornale -, sono la prima voce letteraria in assoluto a uscire dai confini del Bhutan con un certo successo.

Il fatto poi che il romanzo (Il viaggio di Tsomo, edito da obarrao, ndr) sia scritto in inglese è normale, visto che nelle scuole, in Bhutan, si parla e s’insegna in lingua anglosassone». Un paese, quello himalayano, che «in pochi anni - spiega Choden - si è trasformato, passando dall’isolamento medievale, nel quale era rinchiuso, all’era di Internet e dei cellulari. Ora la difficoltà della gente sta tutta, o quasi, nel cercare di interiorizzare questi veloci cambiamenti». Segnali che le cose stanno evolvendosi ce ne sono parecchi e in diversi settori. Nell’istruzione, ad esempio, dove «sempre più donne - dice la scrittrice – si iscrivono all’università, fino a poco tempo fa riservata quasi esclusivamente agli uomini, in una società come quella butanese influenzata fortemente dai precetti della religione buddista. Una religione molto ritualistica e maschilista».

Ma c’è da scommettere che le cose non rimarranno così ancora a lungo, anzi stanno già cambiando e a portare avanti questi cambiamenti sono le nuove generazioni del piccolo paese retto da una monarchia in fase di transizione costituzionale: «A Thimphu, la capitale – spiega Kunzang Choden - sono sempre più numerosi i gruppi di ragazzi e ragazze che s’incontrano con l’intento di ricodificare la religione buddista in modo meno rituale, per capirne meglio il significato filosofico».


Nel suo romanzo pubblicato anche in Italia, Il viaggio di Tsomo, Kunzang Choden affronta le trasformazioni del proprio paese. E lo fa inventandosi il personaggio di Tsomo, una donna che lotta per emanciparsi, per ottenere quelle libertà e quelle pari opportunità che in Bhutan, per l’universo femminile, non sono ancora una certezza: «Tsomo - precisa l’autrice - è un personaggio inventato. L’intera opera è di finzione, ma per “costruirla” ho raccolto le mie esperienze di ragazzina strappata al proprio paese per andare a studiare in India, costretta ad adattarsi a una società lontana da quella d’origine. Allo stesso tempo, attraverso Tsomo, ho cercato di dare voce alle moltissime ragazze che, diversamente da me, non hanno potuto studiare perché non provenivano da una famiglia benestante». Quando le chiediamo se il libro - che mette in evidenza, senza tante edulcorazioni, i difetti e l’arretratezza della società butanese - le abbia creato problemi in patria, lei, quasi stupita, risponde: «E perché mai avrebbe dovuto crearmi problemi? Ho scritto cose vere, sotto gli occhi di tutti». Appunto, per quello avrebbe dovuto crearle problemi. Ma forse in Bhutan le cose funzionano diversamente rispetto, ad esempio, all’Italia.


Dopo Il viaggio di Tsomo, che sta riscontrando i favori della critica e dei lettori, Kunzang Choden sta lavorando a un libro molto personale e autobiografico. «Un romanzo - confessa - che mi metterà di fronte ai traumi sommersi e irrisolti del mio passato».

 
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Ultimo aggiornamento:
Venerdì 28 Maggio 2010, ore 20:26