| Uno spaccato
di vita nei villaggi vietnamiti si apre in questi racconti tradotti
per la prima volta in italiano.
Gli eventi di un quotidiano legato al mondo agricolo fanno da trama
all’osservazione di caratteri, credenze, abitudini e trasformazioni
in nuce che caratterizzano le zone del paese lontane dai grandi centri
cittadini. Una realtà complessa, dunque, narrata con lo stile
sobrio, conciso, distaccato e mai indifferente con cui l’autore
riesce a trasmettere la passione, i turbamenti e l’ironia di un
popolo.
Gli ultimi tre racconti, ambientati nella società confuciana
del XVIII secolo, costituiscono una trilogia in cui l’autore ridimensiona
la fama di alcuni personaggi storici (re Gia Long e il poeta Nguyên
Du) e, per bocca dei suoi personaggi, critica la realtà sociale
e la politica governativa odierne.
L’ AUTORE
Nguyên Huy Thiêp è considerato il
maggior scrittore vietnamita contemporaneo.
Nato nel 1950 in un villaggio alla periferia di Hanoi, frequenta le
scuole cattoliche sebbene di madre buddista e nonno confuciano. Laureato
in Storia all’Università di Hanoi, fino al 1980 insegna
nelle scuole della regione montagnosa al confine con il Laos. Rientrato
ad Hanoi fa l’illustratore di testi scolastici per il Ministero
dell’Educazione sino al 1986, quando inizia a pubblicare i suoi
racconti.
I suoi scritti provocano scandalo, gli editori lo rifiutano, il potere
politico lo relega agli arresti domiciliari.
Oggi, riconosciuto in patria e tradotto con successo in altri paesi,
gode di una relativa libertà e può recarsi all’estero,
tuttavia i suoi scritti sono ancora temuti per l’influenza che
esercitano sull’animo vietnamita.
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Collana in-Asia, 2004, pp. 148, € 12,00 (12.5x20.5
cm)
ISBN 88-87510-24-5
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