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Dallo stesso autore di “Interno coreano con sequestro”,
due avvincenti racconti, imprevedibili, carichi di suspense, in cui
i personaggi appartengono sì alla loro storia, ma al contempo
sono manovrati da un destino ineluttabile.
Il profeta
Madame Hong, padrona della taverna Ape Regina, obbliga cameriere e clienti
a indossare maschere dall’aspetto inquietante. Solo Na U-yon,
chiamato da tutti “il profeta” per la sua capacità
di prevedere con esattezza gli eventi futuri, si oppone al suo volere.
Un giorno comunica a Madame Hong che lì, nella sua taverna, verrà
presto commesso un omicidio...
L’isola di Io
L’ufficiale di marina Son U-hyon si trova a dover indagare sulla
scomparsa del giornalista Ch’on Nam-sok, partito per mare alla
ricerca di I“, l’isola misteriosa, l’isola utopica
nella cui leggenda anche il lettore si perde, sorpreso e sconcertato.
L’autore
Yi Ch’ongjun appartiene alla generazione degli scrittori coreani
nati sotto il colonialismo giapponese, cresciuti fra gli orrori della
guerra tra nord e sud, diventati adolescenti negli anni ’60 con
la speranza della democrazia, speranza frustrata dalla dittatura militare.
Nato nel 1939, studia a Kwangju, il centro del movimento studentesco
contro l’imperialismo giapponese. Si iscrive all’Università
di Seul e, per mantenersi agli studi, si arruola volontario nell’esercito,
per tre anni. Pubblica il suo primo libro “Dimesso dall’ospedale”
nel 1965. Si laurea nel 1966 in Letteratura Tedesca, con studi approfonditi
su Thomas Mann, Hermann Hesse e Kafka. Inizia a collaborare con la rivista
Sasanggye, dando voce al movimento per l’indipendenza e per la
democrazia.
Docente di Letteratura in varie Università in Corea, è
uno dei pochi scrittori coreani a conoscere il duraturo interesse del
pubblico e della critica. Alcune sue opere sono state riprodotte in
versione cinematografica.
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