20 | 05 | 2013
Recensioni S-21
copertina

Di seguito potete trovare alcune recensioni su questo nostro libro.

Vi invitiamo a segnalarci altre recensioni o articoli. Cerchiamo di riportare sempre i crediti ma autori ed editori, qualora lo ritengano opportuno, possono contattarci per richiedere la rimozione di un testo.



Incontro con Rithy Panh - IL REGISTA DELLA MEMORIA, di Roberto Tofani Stampa E-mail
Da http://www.sudestasiatico.com/2009/02/14/incontro-con-rithy-panh-il-regista-della-memoria/, 14.02.09
e pubblicato su DIARIO - MEMORIA (Anno XIV n°2)


Il clima è molto caldo a Phnom Penh e non solo perché siamo nel mezzo della stagione monsonica. Il 27 luglio, si sono tenute le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Nazionale, l’organo legislativo del Paese. Le accuse di brogli lanciate all’indomani del voto da Sam Rainsy, leader del partito omonimo all’opposizione, nei confronti di quello di maggioranza, Cambodian People’s Party (CPP), del primo ministro Hun Sen, in carica dal 1985, non hanno fatto altro che alimentare la tensione in un Paese dagli equilibri molto delicati.
Raggiungere il numero 64 della strada 200, dove si trova il Bophana Center, è compito abbastanza agevole, sebbene moti ‘driver’ non conoscano la numerazione stradale, ma si orientino in base ai punti più importanti della capitale: i mercati e il monumento dell’Indipendenza.
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"S-21: la carneficina di Stato" di Daniele Scaglione Stampa E-mail
Sole 24 ore, 05.06.05

“Non voglio essere il resto di un massacro!” urla Nath al cineasta Rithy Panh. Nath è entrato all'S-21 il 7 gennaio 1978, esattamente un anno prima che il regime dei khmer rossi venisse sconfitto dai vietnamiti. Nella maggioranza dei casi i “nemici della rivoluzione venivano ammazzati per strada. Due milioni di persone bastonate a morte per aver rotto un cucchiaio, danneggiato un germoglio, scambiato effusioni.
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"Khmer rossi, macchina di morte. Un film scuote la Cambogia" di Giampiero Martinotti Stampa E-mail

la Repubblica

PARIGI – “La vita è stata per me un regalo sconcertante e la memoria è la sua terribile maledizione.” La tragica filosofia di Vann Nath si riflette nel suo sguardo perduto dietro le terribili immagini del passato. E' uno dei rari sopravvissuti del genocidio cambogiano. Per quattro anni è stato detenuto in un centro di tortura, l’S-21, dove sono state sterminate 17mila persone. Ne sono usciti vivi solo in sette. Nath è uno di loro ed è diventato il personaggio chiave di un formidabile documentario sul genocidio: “S-21. La macchina di morte dei khmer rossi”, di Rithy Panh. Un film che ha collezionato i premi in Europa (compreso il prix Italia nel settembre scorso), che esce domani nelle sale cinematografiche francesi (dopo essere passato sulla tv franco-tedesca Arte) e che ha suscitato un’emozione senza precedenti in Cambogia proprio mentre si cerca, fra mille difficoltà di processare i responsabili dello sterminio.

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"L'inferno dei Khmer rossi" di Emanuele Giordana Stampa E-mail

La nuova Sardegna, 28.12.04

Chi pensa che la macchina di sterminio degli khmer rossi fosse stata creata in occasione della presa del potere di Pol Pot nel 1975, avrà di che ricredersi leggendo S-21. S-21 era l’abbreviazione con cui era nota, nel linguaggio burocratico concentrazionario khmer rosso, la prigione del regime: l’ex liceo Ponhea Yat di Phnom Penh, conosciuto anche come carcere di Tuol Sleng, oggi museo nazionale dell’Olocausto cambogiano.

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"I racconti dei sopravvissuti. La macchina di morte dei Khmer rossi" di Fabrizio Legger Stampa E-mail
Rinascita, 02.09.05
 
Questo sconvolgente libro. Pubblicato dalla casa editrice milanese O barra O nella collana "In - Asia ", intitolato: "S-21. La macchina di morte dei Khmer Rossi" (pagine 187, Euro 16,OO) è stato scritto a quattro mani da un cineasta cambogiano sopravvissuto ai "campi di rieducazione" di Pol Pot e da una giornalista francese, cioè Rithy Panh e Christine Chameau. Nelle sue pagine si confrontano i sopravvissuti allo sterminio e i loro torturatori.
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Ultimo aggiornamento:
Martedì 07 Maggio 2013, ore 15:05