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18 | 05 | 2012
Recensioni Diario da Kabul
copertina

Di seguito potete trovare alcune recensioni su questo nostro libro.

Vi invitiamo a segnalarci altre recensioni o articoli. Cerchiamo di riportare sempre i crediti ma autori ed editori, qualora lo ritengano opportuno, possono contattarci per richiedere la rimozione di un testo.



SOSTA EPICUREA CON RISCHIO Stampa E-mail

Mario Dondero, L’Indice dei libri del mese, n.12. Dicembre 2010

 

Leggendo questo libro di Emanuele Giordana si imparano molte cose. Le impara anche chi nell’inferno afgano ci è stato e ha avuto modo di provare le sensazioni sicuramente intense che si vivono da quelle parti. Sono pagine dense di dati, informazioni, analisi sui moltissimi aspetti, anche sorprendenti della guerra. Giordana, giornalista di lungo corso, grande esperto di cose asiatiche, fondatore di Lettera 22, collaboratore del Manifesto e di altri giornali, è una fra le voci più care al pubblico di Rai 3, ha scritto questo libro come un atto dovuto, per fornire elementi di comprensione su una realtà remota che ci coinvolge tutti e che è spesso scientemente censurata.

 

La sua riflessione comprende due parti: la prima si intitola “Noi e l’Afghanistan”, la seconda “L’Afghanistan e noi”. La prima è una sorta di certosina investigazione su di noi e cioè gli “invasori”, sia quelli in divisa che i civili. È “un ricco bestiario sulla linea del fronte”, che va dai membri di una miriade di Ong ai furbi faccendieri che ricavano profitti dai mille bisogni di eserciti e popolazione civile. Giordana sottolinea come beni di consumo per noi banali, quali la carta igienica e l’acqua minerale, procurino ai trafficanti colossali guadagni. L’autore descrive Kabul nel quotidiano, i luoghi misteriosi dove si incontrano personaggi enigmatici, frequenti in questa Casablanca asiatica, come sempre accade nelle retrovie delle guerre.

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La guerra infinita raccontata da un cronista vero Stampa E-mail

Enzo Mangini, Carta,

Non sono molti i giornalisti, italiani o stranieri, che scrivono un libro per lasciare al lettore più dubbi che certezze. Eppure è questa la sensazione che si fa strada man mano che scorrono  le pagine di "Diario da Kabul. Appunti da una città sulla linea del fronte", di Emanuele Giordana.

Diario, innanzi tutto. Giordana, cronista di grande tatto, rifugge per indole dalle generalizzazioni e dalle formule preconfezionate. Il diario, scritto in soggettiva stretta, senza nascondere la parzialità dell'inquadratura, l'arbitrarietà nella scelta dei temi, i propri gusti personali, consente di procedere per accumulo. Una nebulosa di storie, analisi e aneddoti sulla vita quotidiana di Kabul: la capitale afghana prende forma poco a poco, rivelando gli aspetti meno noti della guerra e rosicchiando le certezze che tutti, chi più chi meno, pensiamo di avere a proposito di quello che si dovrebbe fare in Afghanistan, per il bene nostro e degli afghani.

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Afghanistan. Il diario di Giordana Stampa E-mail

Giovanni Rispoli, Rassegna Sindacale, Luglio 2010

Emanuele Giordana, giornalista e fondatore di Lettera22, torna a parlare di Afghanistan, paese che ha seguito sin dal suo primo viaggio nel 1974. Diviso in due sezioni, Noi e l'Afghanistan e L'Afghanistan e noi, il suo Diario da Kabul è un libro che racconta gli eventi da un'angolazione originale, osservando afghani e occidentali convivere e sopravvivere in una città da oltre trent'anni sulla linea del fronte.

Diplomatici, militari, funzionari dell'Onu, cooperanti, attivisti delle organizzazioni non governative: in Afghanistan esiste una nuova categoria sociale, gli expat, che conta ormai diverse decine di migliaia di occidentali. Protagonisti degli alti salari di un conflitto dove gli afghani restano sempre sullo sfondo di un quadro essenzialmente dipinto da "noi" occidentali, così lontani da "loro" da sembrare gli attori di due diverse commedie umane drammatiche e inconciliabili, per quanto inesorabilmente intrecciate.

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giordana e gli afghani, protagonisti invisibili Stampa E-mail

Eric Salerno, Il Messaggero, 12 luglio 2010

Perché siamo in Afghanistan? Una domanda che suscita polemiche tra i nostri politici, negli ambienti militari e in quelli pacifisti, e che trova ospitalità puntualmente ogni qualvolta le notizie che rimbalzano da quel paese parlano di italiani morti o feriti o arrestati o presi in ostaggio. Se ci limitiamo a guardare i pochi servizi televisivi o reportage sui quotidiani, i protagonisti di quel conflitto non sono gli abitanti di quel paese straordinario incastonato tra Occidente e Oriente; non sono gli uomini e le donne che riuscirono, nei secoli, a sbarazzarsi delle mire espansionistiche di conquistatori come Alessandro il Grande o dei dirigenti dell'impero sovietico.

 

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si può dir male di emergency? Stampa E-mail

Riccardo Chiaberge, Il Fatto Quotidiano

Si può dir male di Emergency? Di Afghanistan, qui da noi, si parla soltanto quando ci lascia (o rischia di lasciarci) la pelle qualcuno dei “nostri ragazzi”, come è accaduto ancora in questi giorni, o quando qualche reporter o medico italiano viene arrestato dalle forze governative o rapito dai talebani. Per il resto, sulla intricata matassa di quel lontano paese regna l’ignoranza più assoluta, e i media non fanno molto per colmare il gap. Ragione di più per leggere il bel libro di Emanuele Giordana, Diario da Kabul. Appunti da una città sulla linea del fronte (ObarraO edizioni, pagg. 118, euro 10,00): non tanto un’inchiesta sulla genesi di una guerra senza fine, quanto un tentativo di sfatare miti e luoghi comuni sulla realtà di un popolo e di raccontare in presa diretta la tormentata convivenza tra afghani e occidentali.

 

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l'afghanistan di Giordana Stampa E-mail

Blog di Repubblica, Gianpaolo Cadalanu

E’ troppo citare le Lezioni americane di Italo Calvino per segnalare un agile saggio giornalistico? Secondo me, no. Soprattutto se la lezione messa in pratica nelle pagine di “Diario da Kabul“, di Emanuele Giordana (edizioni OBarraO), è quella sulla leggerezza. E’ una dote rara, in questo genere di libri: un rigore inattaccabile e allo stesso tempo un linguaggio semplice, con un filo di ironia e un grande rispetto per le persone coinvolte nelle tragedie afgane.

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DIARIO DA KABUL, UNO SGUARDO OLTRE LA GUERRA Stampa E-mail

Floriana Lenti, View Point, settembre 2010

I riflettori sull’Afghanistan si accendono quando si verificano fatti di cronaca eclatanti.

Quale rapporto, però, ci lega a questa terra? Cosa sappiamo veramente della vita, della cultura e delle tradizioni dei pashtun o degli apakan? “Diario da Kabul, Appunti da una città sulla linea del fronte” (Obarra edizioni) dà luce a fatti e riflessioni di un mondo che spesso reputiamo ostile e distante, un Paese da trent’anni in guerra, che ospita migliaia di soldati italiani. L’autore, Emanuele Giordana, a settembre sarà a Perugia per presentare questo suo ultimo capolavoro letterario. Giornalista e fondatore di Lettera22, conduttore di Radiotremondo su Radio3Rai, direttore dell’agenzia ondine Ntnn racconta con disarmante ironia diluita a ferrea serietà gli eventi vissuti, conducendo il lettore sulle strade polverose di un luogo che ha tenui colori, forti profumi, enormi drammi e ospita un vero e proprio miscuglio di popoli.

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Ultimo aggiornamento:
Giovedì 17 Maggio 2012, ore 20:25